giovedì 1 marzo 2018

Enogastronomia nel Delta

Dedicato a due carissimi amici Stefnia ed Enrico Molteni, al loro ristorante ed alla loro cucina.


Molteni di Adria, da 97 anni buon pesce nel salotto della città

Fra tre anni compirà un secolo, traguardo che nella ristorazione se non è un record poco ci manca. Non a caso il locale di via Ruzzina affacciato sul ramo cittadino del Canal Bianco è già stato insignito dalla Confesercenti del titolo di "Bottega storica". Molteni a Adria è un'istituzione, una sosta sempre ambita, che resiste alle mode e al tempo. Anzi, quella piacevole atmosfera d'antan che si respira nelle sue due sale rende ancor più piacevole questo viaggio nella memoria e nella tradizione polesana. Oggi Molteni è soprattutto pesce, anche se la selvaggina e la carne in genere non sono mai uscite dal menù. Buon pesce, bisogna dire, anche a giudicare dalle vetrofanie di tutte le guide che campeggiano sulla vetrata d'ingresso.



Tutto parte nel lontano 1921 quando tre fratelli Molteni arrivati dalla Brianza (il cognome ricorda i mobili di firma e la squadra di ciclismo dove corse anche Merckx) aprirono la prima bettola. Fu uno dei tre, Cesare, che nel 1936, diede nuovo impulso all'attività, trasformando la bettola in ristorante. Adria allora era davvero la capitale del Polesine, fasti di cui oggi rimangono a testimonianza il museo archeologico e il teatro comunale.

Il vero salto di qualità che ha conferito il prestigio attuale al Molteni è arrivato da Alberto, il figlio di Cesare. E' stato lui, classe 1936, insieme alla moglie Franca a creare l'albergo negli anni '70. Ma il suo vero merito è quello di avere trasmesso la passione per la ristorazione ai figli Enrico (che oggi dirige la cucina) e Stefania (che lo affianca). Il pesce è diventato patrimonio quasi esclusivo della cucina di Molteni. Sedersi al tavolo nella saletta del camino, dove le fiamme o le braci conferiscono calore all'ambiente è un piacere sottile. Come d'estate prendere il fresco sotto la pergola che si affaccia sul fiume, da dove peraltro si gode una bella vista di Adria, città un po' decadente ma che ha mantenuto il fascino aristocratico di una vecchia signora dell'alta società.

Il piatto più richiesto oggi da Molteni è il crudo misto di pesce, un trionfo di crostacei, cappesante, tonno e altre prelibatezze del mare. Ma si difende bene anche il frittino di "moeche" su polentina gialla, le acquadelle fritte, la piovra arrostita, l'insalata di molluschi e crostacei. Fra i primi spicca il riso del Delta mantecato con zucca, funghi e scampi. Da provare anche i tagliolini verdi con gamberi rossi e pomodorini. Fra i secondi la regina è l'anguilla alla brace, poi il branzino in crosta di sale e il fritto misto leggero con le verdure. Tra le proposte di selvaggina da segnalare il germano reale di valle.
La carta dei vini dà visibilità anche a molte etichette venete. Non mancano bollicine d'autore.

Alberto Molteni è la memoria storica del ristorante. Gli piace raccontare aneddoti. Una volta si trovò Corrado Pani, l'attore, alle sue spalle in cucina. Il teatro comunale porta ogni anno ad Adria fior di artisti e la tappa da Molteni è d'obbligo. Sosta discreta a due passi dal centro dove star tranquilli e mangiare delle buone cose. Sono passati da Molteni anche Mario Del Monaco, la rodigina Katia Ricciarelli e altri big del teatro e della lirica. "A Nico Rosberg - ricorda il figlio Enrico - una volta riuscimmo a fare avere delle pizze, perché di quelle aveva voglia". Già, perché da qualche anno anche l'autodromo di Adria porta clienti vip da Molteni. Una sosta che in un secolo di storia ha fatto da sfondo a tante vicende e a tanti personaggi illustri. Merita farci un salto anche perché il rapporto qualità - prezzo è buono.

Di Renato Malaman

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