lunedì 3 novembre 2014

Adria Borgo Autentico.

Adria è il primo comune del Veneto a diventare Borgo Autentico entrando nel network italiano dedicato al turismo dei piccoli borghi. Il Comune infatti ha aderito a Borghi Autentici di Italia, un network tra territori che unisce professionalità, informazioni e competenze a livello nazionale e internazionale, e ha ottenuto un finanziamento europeo per rilanciare il turismo nel territorio proprio con il supporto di Borghi Autentici di Italia. 
"L’obiettivo del coinvolgimento di Borghi Autentici e del finanziamento è la valorizzazione turistica del territorio di Adria, coinvolgendo l’intera popolazione e gli operatori economici nella promozione delle eccellenze culturali, artistiche, enogastronomiche presenti sul territorio – spiega Massimo Barbujani, sindaco di Adria – a livello nazionale ci vedono “noiosi” ma possiamo riscattarci lavorando assieme mostrando il nostro lato migliore, che riguarda indubbiamente il buon cibo, l’incantevole quasi surreale paesaggio ma anche il nostro orgoglio e la nostra rinomata tenacia". "Adria ha una storia molto antica, documentata in maniera emozionale nel nostro Museo, è inserita nel meraviglioso paesaggio del Parco Regionale Veneto del Delta del Po, ha tradizioni enogastronomiche, artistiche e culturali, ma tutto questo va organizzato per creare un “sistema” turistico– sottolinea Patrizia Osti, assessore al turismo del Comune di Adria-. Il vero lavoro di rilancio turistico di Adria è realizzabile entrando a far parte di una rete di territori che in modo sinergico raggiunga lo stesso obiettivo. L’approccio Leader infatti è una strategia di sviluppo locale, finalizzata a promuovere lo sviluppo integrato e sostenibile dei territori".
 "Sono in programma numerose iniziative sul territorio – spiegano Anastasia Fontanesi e Ivan Stomeo di Borghi Autentici – Lavoreremo con i cittadini e gli operatori turistici locali sulle potenzialità ancora inespresse del territorio. Ci saranno poi anche eventi di piazza per evidenziare la bellezza “Adria” ma soprattutto per far incontrare Adria con altri Borghi e realtà similari, perché è dall’incontro con realtà simili e diverse allo stesso tempo che si può scoprire meglio la propria bellezza, fonte di attrazione turistica". 

venerdì 22 agosto 2014

Dall’Adige al mare

PERCORSO CICLOTURISTICO POLESANO 
Sarà presentata la ciclabile più lunga d’Europa, l’ente per lo sviluppo del Polesine curerà gli 86 chilometri dell’argine destro del fiume

Dal 23 al 31 agosto si terrà nella valle di Comino (Ciociaria) il Festival delle storie, è stato invitato anche il Consvipo per descrivere il progetto della pista ciclabile più lunga d’Europa, che, per il tratto polesano, scendendo lungo l’Adige raggiungerà il mare
 Rovigo - Il Consorzio per lo sviluppo del Polesine sarà presente al Festival delle storie (quarta edizione) che si svolgerà nella valle di Comino (Ciociaria, Frosinone) dal 23 al 31 agosto 2014.Il 24 agosto, alla giornata della Ruota dedicata alla bicicletta, il Consvipo presenterà il tratto italiano e polesano della ciclabile più lunga d’Europa Alpi-Garda-Mare, nonché il personaggio a cui sarà dedicato il tratto polesano, ovvero Luigi Masetti.
Luigi Masetti, polesano di Trecenta nato nel 1864, venne definito da Eugerio Torelli Violier, fondatore del Corriere della Sera, “L’Anarchico delle due ruote” per aver compiuto tra gli altri il grande viaggio Milano-Londra-Chicago-Londra-Milano, in bicicletta
Il Consvipo ha accolto l’invito degli organizzatori per illustrare il "Progetto integrato per la valorizzazione del sistema fluviale della destra Adige” che mira alla creazione di un percorso cicloturistico lungo l’argine destro del corso del fiume Adige fino al mare Adriatico, per un’estensione di circa 86 km nel territorio della provincia di Rovigo. Si configura come parte terminale dell’itinerario Alpi-Garda-Mare, un percorso di complessivi 1.200 km dei quali 450 in territorio italiano e 750 in territorio europeo (Germania, Austria, Francia). Il progetto, che interessa principalmente i Comuni della provincia di Rovigo posizionati lungo il percorso del fiume Adige, prevede una serie di interventi volti alla valorizzazione turistica dell'ambito fluviale dell'Adige nella provincia di Rovigo e di Venezia.
“Cogliere l’opportunità per far conoscere il Polesine e le risorse di cui dispone è molto importante, anche perché le sfide che si devono affrontare oggi non hanno più confini territoriali definiti - afferma il presidente del Consvipo Angelo Zanellato - quindi, utilizzare momenti culturali come strumento di conoscenza e divulgazione, possono dare una prospettiva diversa ed una visione innovativa di come il Polesine si potrà proporre al turista.”


martedì 1 luglio 2014

Se l’ape Maia non ronza più

Tempi duri per api, bombi e calabroni. Confusi dallo smog, avvelenati dai pesticidi e affamati da campi senza fiori, gli insetti impollinatori se la passano davvero male nel mondo che abbiamo creato per noi. Un male oscuro sta svuotando gli alveari di mezzo mondo, mettendo a rischio la sopravvivenza di questi preziosi alleati per la nostra sicurezza alimentare.
Già, perché se le api scomparissero dalle campagne, non dovremmo rinunciare solo al miele: decine di raccolti, che dipendono dalla loro impollinazione, svanirebbero dalle nostre tavole. Niente più mandorle, cipolle, asparagi, broccoli, ciliegie, mele e mirtilli, solo per fare qualche esempio.
E così si moltiplicano le ricerche per trovare una spiegazione a questa sempre più preoccupante moria. L’alterazione degli habitat naturali è senz’altro parte in causa. Nei campi dominati da monocolture, i fiori sono ormai così rari che per le api è come sorvolare un deserto. E come se non bastasse, trovare i pochi fiori superstiti è sempre più difficile: uno studio dell’Università di Washington ha appena dimostrato che i gas di scarico dei motori ne confondono il profumo, rendendo la vita ancora più difficile ai poveri impollinatori.
Persino le piantine ornamentali sono una minaccia letale: il Pesticide Research Institute ha scoperto che la metà di quelle vendute negli Stati Uniti per abbellire case e giardini contiene una dose di tossine sufficiente a freddare qualsiasi ape abbia la sventura di imbattersi nei loro fiori.


In effetti, ormai la gran parte degli scienziati punta il dito sui neonicotinoidi, una nuova classe di fitofarmaci. Apparsi in agricoltura negli anni Novanta, sono diecimila volte più potenti del DDT. E a differenza dei concorrenti, che in genere vengono spruzzati sulle piante, i neonicotinoidi sono usati per trattare i semi, cosicché quando la pianta cresce si diffondono in sua ogni parte, dalle radici al polline, esponendo alle tossine una molteplicità di creature.
L’Unione Europea li ha sospesi per tre anni in via precauzionale. Negli Stati Uniti il governo Obama si è limitato a costituire una task force incaricata di sensibilizzare il pubblico americano. Gli interessi in gioco sono enormi: oggi i neonicotinoidi sono gli insetticidi più diffusi al mondo. In Gran Bretagna il colosso dell’agrochimica Syngenta ha chiesto una deroga alla moratoria europea per le coltivazioni di colza, affermando che non ci sono alternative per proteggere i raccolti. Le associazioni ambientaliste ribattono che Syngenta cerca solo una scusa per indebolire la messa al bando voluta dall’Europa e osteggiata dalla Gran Bretagna.
La polemica è scoppiata il giorno dopo che una commissione scientifica internazionale ha concluso che l’elevata tossicità dei neonicotinoidi non solo giustifica interventi restrittivi, ma è così pervasiva e persistente da mettere a rischio la produzione alimentare mondiale. Oltre a essere responsabile del declino degli impollinatori, da cui dipende un quarto dei raccolti, metterebbe infatti a repentaglio gli ecosistemi che sostengono l’agricoltura, minando la fertilità dei suoli e inquinando fiumi, laghi e falde acquifere. Nelle conclusioni si aggiunge pure che – cornuti e mazziati – in barba all’impiego massiccio e ubiquitario dei neonicotinoidi, non c’è straccio di prova che le rese agricole siano davvero aumentate.
Sembra di essere tornati al 1962, quando Rachel Carson svelò la mondo gli effetti tossici del DDT nelle pagine di “Primavera silenziosa”. Oggi come allora discutiamo se quelle stesse tecnologie create per proteggere la nostra alimentazione non finiscano per compromettere gli ecosistemi da cui dipendiamo. Si dice che senza le api all’umanità non resterebbero che quattro anni di vita. È senz’altro un’esagerazione. Ma non c’è dubbio che, senza il loro ronzio, la primavera sarebbe silenziosamente triste e il nostro futuro più povero e affamato.

Di Giancarlo Sturoni “L’Espresso”

venerdì 13 giugno 2014

Un omaggio a ...

Al Giardino Botanico Litoraneo di Porto Caleri, un gioiello, come questo fiore di Caprifoglio


alla Riserva Nazionale Bosco della Mesola, e ai suoi cervi.


e a Bolla il mio cane.



lunedì 27 gennaio 2014

Il suono della nostra terra!

24 - 25 e 26 APRILE 2014


Finalmente nel Delta del Po, un Festival che valorizza l'Ocarina come strumento musicale e come oggetto pregno di storia e tradizione di un territorio.


Programma
Giovedì 24 aprile
Ore 17.30: benvenuto agli amici delle ocarine. Cerimonia di apertura del Festival, col saluto da parte delle autorità locali agli ospiti provenienti da tutto il mondo e brevi interventi musicali. La cerimonia si svolgerà presso il museo “l'Ocarina” di Benvenuto Fecchio.
Ore 20.00: cena a Taglio di Po.

Venerdì 25 aprile
Dalle ore 9.00: mercatino dell’ocarina e del fischietto artistico in località S. Basilio, con possibilità di visita guidata al museo archeologico di S. Basilio e al museo dell’ocarina. Durante l'intera giornata, il mercatino sarà animato da gruppi di buskers e vi sarà l'opportunità di comprare ocarine direttamente dai costruttori. Inoltre, per tutti la possibilità di acquistare e degustare i prodotti tipici locali.
Ore 11.00: inaugurazione “Area Bike Sharing”.
Ore 13.00: stand gastronomico.
Ore 16.00 - 18.00: rassegna “Giovani Ocarinisti crescono” presso il museo archeologico di S. Basilio.
Ore 21.00: serata di gala e concerto di ocarine presso la “sala Europa” di Taglio di Po.

Sabato 26 aprile
Dalle ore 9.30: Ca' Vendramin - mercatino dell’ocarina e del fischietto artistico. Durante l'intera giornata, il mercatino sarà animato da gruppi di buskers e vi sarà l'opportunità di comprare ocarine direttamente dai costruttori.
Ore 10.30 – 13.30: stage di danze popolari Possibilita' di spuntino a base di prodotti tipici a cura del punto ristoro.
Dalle ore 14,00: sarà attiva una mostra di strumenti popolari all'interno dell'idrovora.
Ore 15.00: convegno. La storia dell'ocarina.
Ore 17.30: concerto aperitivo con ocarine e gruppi di musica popolare.
Ore 21.00: gran concerto a Ca' Vendramin, con buffet finale.

Domenica 27 aprile
A Mesola (Fe) all'interno della “Fiera dell'Asparago”, al mattino e al pomeriggio mercatino dell’ocarina e del fischietto artistico. Gli ospiti potranno usufruire dello stand gastronomico della fiera.

Durante tutto il periodo del Festival ci sarà un'ampia offerta di escursioni, visite guidate, gite in bicicletta e mini crociere in motonave, oltre ad esperienze di nordic walking e birdwatching.

 


sabato 26 ottobre 2013

Deltafoto



Continua la mia selezione di foto scattate da autori vari che hanno come tema il Po e il suo Delta.
Questa la chiamo "Pelledoca" di Michele Zanotti.