giovedì 17 settembre 2020

Buon compleanno Delta


         1604 - 2020, i 416 anni del Delta del Po, buon compleanno. 
                                    Eventi e approfondimenti.


Approfondimento, clicca qui.








martedì 25 agosto 2020

It,inerari nel Delta del Po

Escursione in bicicletta nel Delta del Po, nell’Isola di Adria, tra il Po della Donzella e il Po di Goro nel Polesine dei sospiri. Un’avventura tutta da vivere.


Info e prenotazioni:

https://adria.italiani.it/scopricitta/escursione-in-bicicletta-nel-delta-po-una-pedalata-al-tramonto/


domenica 23 agosto 2020

giovedì 16 luglio 2020

Se l'Europa difenderà davvero la biodiversità.

La biodiversità la troviamo nel piatto: è nella varietà di cibi vegetali e animali che compone sia la ricchissima cucina regionale italiana, sia le esotiche ricette con prodotti resi disponibili ovunque dal commercio globale. Ma questa varietà alimentare potrebbe subire un duro colpo proprio a causa delle modalità di produzione: un’agricoltura e un allevamento industriali sempre più standardizzati e basati sulla chimica di sintesi o su organismi geneticamente modificati, e una pesca indiscriminata che porta le specie ittiche all’estinzione. Per ridurre questi rischi l’Unione Europea, in linea con il Green Deal ha fatto bene a varare una strategia per la difesa della biodiversità intimamente connessa con una strategia agroalimentare “dalla fattoria alla forchetta”, o se preferite dal produttore al consumatore, per un sistema alimentare sano e rispettoso dell’ambiente. Biodiversità è l’insieme della vita sulla terra: ovvero l’uomo più circa 10 milioni di specie viventi stimate, perché non le conosciamo nemmeno tutte. La biodiversità è fondamentale perché ci permette di vivere! Alcune specie producono l’ossigeno dell’aria che respiriamo, altre il cibo che mangiamo e le materie prime, altre ancora depurano i rifiuti. Ogni giorno incontriamo biodiversità: da una gallina a un pomodoro. E poi c’è quella meno visibile, nella vita batterica che alberga dentro il nostro intestino o nel suolo e permette la nutrizione delle piante o ci off re nuovi farmaci. Per capire quanto sia importante la biodiversità, pensate all’idea di abitare su Marte, un pianeta privo di vita. La piccola colonia umana dovrebbe vivere praticamente dentro una bolla di plastica dove bisognerà importare per forza un po’ di vita dalla Terra: insalate? cavoli? Solo un orticello marziano permetterebbe di produrre un minimo di cibo. E allora è chiaro: non possiamo sterminare la biodiversità. Se accadesse subiremmo anche noi gravi conseguenze. Eppure stiamo causando la sesta estinzione di massa. Tutte le attività che l’uomo ha sviluppato, in particolare negli ultimi cento anni, hanno degradato gli ambienti naturali. Migliaia di specie si sono già estinte sotto i colpi della deforestazione, dei pesticidi, dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici: in molti casi non ce ne accorgiamo perché si tratta di specie poco appariscenti, ma continuando a scherzare con la natura, un po’ come una roulette russa, a breve inizieranno ad estinguersi anche specie fondamentali per la nostra sopravvivenza con effetti irreversibili. La strategia europea per la biodiversità propone quindi entro il 2030 da un lato di ridare naturalità ad ambienti compromessi, piantare miliardi di alberi ed estendere le aree protette al 30 per cento della superficie europea di terra e di mare, dall’altro di promuovere l’agricoltura biologica almeno sul 25 per cento dei terreni agricoli, riducendo del 50 per cento l’uso di fitofarmaci, del 20 per cento l’uso di fertilizzanti, del 50 per cento le vendite di antibiotici utilizzati per gli animali d’allevamento e l’acquacoltura. E indica pure che tutto questo sia più verifi cabile da parte dei cittadini attraverso una migliore etichettatura dei prodotti. Speriamo non siano solo parole sulla carta.

Di Luca Mercalli

Tratto da: consumatori e responsabilità. Il mensile dei soci COOP

martedì 30 giugno 2020

Pensieri in gabbia.

Di Renzo Padoan, e alle sue parole ho voluto aggiungere delle immagini.

Io sono il GRANDE PO


Io sono il fiume Po e chiedo rispetto da tutti voi che vivete ai miei fianchi,
ripetete che il fiume è una fogna
non dite che sono stato inquinato
da voi e non indicate i colpevoli noti per non disturbare chi deve produrre
come fosse l'unico modo per farlo.



Sono stato imbrigliato, lordato saccheggiato, defraudato, deviato, impoverito, sbarrato, accusato,deriso elevandomi a Dio Po dei Celti.
Destinato ad essere confine di una padania post secessione nata dalla mente di druidi da operetta.


Io voglio ed esigo rispetto da tutti,
sono un fiume italiano, il più grande!!
Nei secoli popoli e culture sono nate attorno a me ed alle mie acque,
ho sfamato villaggi e città con i pesci che nuotavano nel mio letto per secoli e secoli ora spariti, estinti,
ora abbondano i siluri e le nutrie al posto delle anguille, del luccio

e dello Storione cobice.


Ho visto nascere l'agricoltura
e morire la civiltà contadina,

ho visto la rivoluzione industriale e le sue conseguenze sull'ambiente e su di me,
ho udito voci di eserciti invasori, e fughe disordinate di soldati vinti.
Ho udito racconti di miti e visto riti propiziatori per scongiurare alluvioni.
Ho visto costruire chiese e campanili,
bombardare ponti di ferro
e costruire ponti di barche.

Ho dato accoglienza a briganti,
eserciti, combattenti ed amanti,
ho dissetato uomini asini e cavalli, maiali e buoi, buoni e cattivi,
prati e boschi, pascoli e risaie,
campi di grano, papaveri, vigneti,frutteti, canapa, capre e cavoli.

Ho sfamato famiglie di pescatori,
ho mosso mulini
e trasportato cose,
ho annegato persone, perché non mi avevan rispettato, però i pioppi
ed i miei salici sulle rive han pianto.
Ho lavato il sangue delle battaglie
e delle lenzuola delle giovani spose dopo la prima notte.

Nelle mie golene son nati uccelli e bambini.

Ho percorso centinaia di chilometri
per arrivare dalle Alpi e l'Appennino,







ho coperto civiltà conservandone
traccia sotto il fango delle alluvioni,
ho costruito una pianura fertile
e con i sette miei rami ho partorito
il Delta, un territorio nato dal mio
incessante lavoro di rubare ai monti per donare sabbia al mare.



Continuerò a farlo, costruendo,
giorno per giorno, contendendo spazio
al mare, in una lotta che non avrà fine .
Ho avuto amplessi con l’Adriatico
seguendo le maree.
Ho avuto piene che preoccupavano e terrorizzavano le genti
e secche da far emergere spiagge per dar ristoro.

Io sono Eridano caro ai greci

ed agli dei dell'Olimpo e chiedo rispetto agli uomini come lo hanno tutti gli animali che vivono con me.



Testo di Renzo Padoan
Foto di: Fabrizia Burgato, Dimer Manzolli, Angela Bellini, Nicola Donà, altre tratte dal WEB
.
https://www.facebook.com/renzo.padoan/media_set?set=a.3686034434756559&type=3


giovedì 18 giugno 2020

E a giro come un pampano

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Un capitolo del film Oci lustri, il video è stato girato da Burgato Maurizio nel Delta del Po comune di Porto Tolle, Rovigo,