mercoledì 7 febbraio 2018
martedì 6 febbraio 2018
Dedicato a un amico del Delta
Avrei voluto iniziare questo nuovo anno con altre notizie, già pronte e non pubblicate per pigrizia, mi ritrovo invece con un magone e gli occhi gonfi di lacrime a dedicare questo post a una persona speciale, venuta a mancare oggi 5 febbraio 2018. Parlo di Alberto Barini, amico, collega, come me e tanti altri appassionato di Delta dove lui è nato e vissuto in quel desolato e solitario paese del Delta che è Santa Giulia. Alberto era uno dei tanti "vongolari" della zona, aveva però una marcia in più ereditata da uno zio, Michele Barini che per passione o forza di cose, già dagli anni '70 accompagnava con la sua barca i vari e rarissimi turisti nelle zone del Bacucco e della Sacca di Scardovari spingendosi fino al faro di Gorino ferrarese. In tempi di pescaturismo Alberto è diventato un professionista, in un perfetto italiano esprimeva le sue sensazioni vissute in questa terra tanto da essere definito il poeta pescatore. Alberto era presente ad ogni corso di aggiornamento in cui si parlasse di flora, fauna e geomorfologia del Delta e in maniera straordinaria apprendeva e memorizzava il tutto per poi spiegarlo al turista sempre con quella marcia in più che era l'amore per la sua terra. Attivista WWF, ho fatto con lui decine e decine di uscite sia con turisti sia da soli quando per motivi di studio mi accompagnava negli angoli più remoti di quell'immenso canneto che è il Bacucco per monitorare l'avifauna, ma lui già ci faceva un giro il giorno prima per identificare gli uccelli e per non farmi tornare a casa senza risultati. Se il racconto successivo vi lascerà qualche dubbio, io nella barca di Alberto sono sempre salito a occhi chiusi, sicuro e certo delle sue capacità nel valutare le maree, le condizioni meteorologiche e quant'altro che ti puoi trovare davanti in un'uscita in barca in fiume, mare o laguna o dove lui decideva di andare. Umile, gentile, educato, una persona straordinaria che vorresti per sempre come amico, purtroppo in molti l'abbiamo perso.
Mi permetto di riportare quando scritto da un suo carissimo amico, Alessandro Milan ed aggiungermi ai suoi sentimenti. Vola alto Alberto.
Quanti ricordi oggi mi
assalgono, in una delle tante mattine di un gennaio di metà anni 80, due pirati
si erano avventurati nella laguna di Goro (bassina), non erano pescatori di professione, l'area
prescelta non era luogo di vivaio ad uso esclusivo di pescatori e all'epoca la
stessa non era stata assegnata a nessun ente cooperativo. I pirati come forma
di rispetto per i professionisti aspettarono in mezzo alla nebbia che gli
addetti ai lavori muniti dei primi rudimentali
attrezzi, finissero di pescare, per poi sostituirsi a loro nel pescare le
vongole a mani nude immerse nell'acqua gelida, tanto fredda che si tagliavano
le dita con le conchiglie meno nobili, ma il ghiaccio inibiva il dolore e non
si accorgevano del dolore causato dai tagli alle mani. I traguardo era
raccogliere un pescato di 100 mila lire a testa, inseguendo questo obiettivo si
erano dimenticati della bassa marea, della nebbia e del fatto che nel mese di
gennaio alle 16.30 faceva buio. Ben presto i pirati si trovarono con la barca
incagliata, al buio, al freddo e bagnati fradici, privi di orientamento a causa
della nebbia. Senza perdersi di animo si misero a ridere restando in attesa
dell'alta marea. La giornata si concluse a tarda notte quando tra 1000
peripezie riuscirono a raggiungere il punto di attracco e di partenza. Ma quel
giorno restò impresso nella loro mente per quanto avevano tirato la barca a
fondo piatto sulla melma, nel vano tentativo di uscire dalla secca dovuta alla
bassa marea. Al punto di attracco c'erano parenti e amici che urlavano a
squarciagola nel tentativo di contattarli. I pirati avvicinandosi al buio e
nascosti dalla nebbia cercavano di rispondere. Nella notte di quei luoghi
isolati le voci fanno eco e tra le tante voci si udiva il commento di uno dei
presenti che diceva: “Questi sono morti”. Ma i pirati fecero ritorno con il
loro pescato di 100 mila lire a testa, forse se esistevano i telefoni cellulari
oppure i navigatori GPS sarebbe stato tutto più semplice... ma poi che storia
sarebbe stata? SEMBRA UNA FAVOLA, forse è una fiaba. Capitano Alberto ancora
oggi nelle occasioni in cui tornavo a casa e mi chiedevi di accompagnarti durante
le escursioni con i turisti, i quali esclusivamente volevano uscire in barca
con te a visitare il nostro Delta, restavo incantato dalla tua conoscenza della
morfologia del territorio, per la narrazione dei riferimenti storici, la
padronanza della nostra flora e fauna, mi incantavo ad ascoltarti immerso nella
tua passione. Chissà se oggi proprio come tanti anni fa quando ci trovavamo
davanti al bar di Enrico a Gorino Veneto a fare le chiacchiere fino a tarda
notte, hai incontrato Raffaele e Mano… salutali ... prima poi ci ritroveremo tutti
insieme... ciao amico mio... quel giorno però me lo devi spiegare.
mercoledì 8 novembre 2017
Delta del Po " Verso l'infinito e oltre".
Dopo il grande successo riscontrato al Foro Mondiale dei Giovani delle aree MAB della Biosfera, recentemente recensito, svolto nel Delta del Po ecco ancora una volta a
stupirvi http://www.video.mediaset.it/ video/l_arca_di_noe/full/ puntata-del-5-novembre_772822. html (clicca il link) con questa mia intervista e il il bellissimo paesaggio deltizio alle luci dell'alba.
Vi delizio poi con una piccola rassegna fotografica, ogni tanto ci vuole.
Tramonto, Ottobre 2017. Ph. Nicola Donà
Eclissi di luna. Ph. Nicola Donà
Faro di Goro. Ph Angela Bellini
Bici in Oasi Nazionale WWF "Golena di Pannarella". Ph. Nicola Donà
Airone rosso. Ph. Susanna Gavagna
Giovane di cavaliere d'Italia. Ph. Susanna Gavagna
Falco cuculo con anelli. Ph. Bruno Biscuolo
Beccapesci, laguna di Caleri. Ph Nicola Donà
Pelagic trip 1.01.17. Ph. Nicola Donà
Agosto 2013, pulli Fratino Porto Caleri. Ph. Enrico Ghirardi
Fratino, impronte. Ph. Nicola Donà
stupirvi http://www.video.mediaset.it/
Vi delizio poi con una piccola rassegna fotografica, ogni tanto ci vuole.
Tramonto, Ottobre 2017. Ph. Nicola Donà
Eclissi di luna. Ph. Nicola Donà
Faro di Goro. Ph Angela Bellini
Bici in Oasi Nazionale WWF "Golena di Pannarella". Ph. Nicola Donà
Airone rosso. Ph. Susanna Gavagna
Giovane di cavaliere d'Italia. Ph. Susanna Gavagna
Falco cuculo con anelli. Ph. Bruno Biscuolo
Beccapesci, laguna di Caleri. Ph Nicola Donà
Pelagic trip 1.01.17. Ph. Nicola Donà
Agosto 2013, pulli Fratino Porto Caleri. Ph. Enrico Ghirardi
Fratino, impronte. Ph. Nicola Donà
giovedì 12 ottobre 2017
giovedì 28 settembre 2017
Forum mondiale giovani MaB 18 - 22 settembre 2017 nel Delta del Po
Magazine - Mercoledì 27 settembre 2017
MAB Unesco: sul Delta del Po un Forum con 300 giovani di 90 paesi. Per salvare il pianeta
«È la prima volta che viaggio fuori dall'Africa, ho 34 anni, una moglie e tre figli. Sto vivendo un'esperienza straordinaria», mi racconta Kondwani, che vive e lavora in Malawi per il Parco Naturale di Mount Mulanje (3002 metri). 300 giovani provenienti da 90 paesi del mondo, in rappresentanza delle 669 Riserve della Biosfera Unesco (MAB), si sono incontrati la settimana scorsa al Youth Forum sul Parco del Delta del Po, per conoscersi, confrontarsi, divertirsi. Intento comune: salvare il pianeta. È la prima esperienza del genere al mondo.
La realtà dove vive Kondwani non è una delle più facili. Intorno al Parco Nazionale di Mount Mulanje vivono 400mila persone, una comunità molto povera, e 500 specie di animali e piante unici al mondo. Contro ogni legge, gli abitanti tagliano i preziosi cedar, alberi protetti, per produrre il carbone per il riscaldamento: «Devono capire che il turismo è una risorsa sana e non inquinante per produrre reddito. Questo è il compito che mi sono dato», spiega, «E la gente lo sta capendo. Abbiamo coinvolto 150 persone, per piantare, ricevendo un compenso, nuovi cedri. Ogni anno riusciamo a piantarne 500 mila esemplari. La squadra più efficiente è quella formata da 14 donne e un uomo».
La sera lo incontro di nuovo, vestito di un giallo sgargiante (vedi fotogallery). Mi mostra fiero la sua macchina fotografica, ci ha messo due anni per comprarla. Ama riprendere gli animali, i fiori e gli insetti. E si confida: «Il mio Paese sta cambiando, si sta modernizzando. Le donne sono più libere di un tempo. Permetterò alle mie figlie di indossare la minigonna, se lo vorranno».
Dopo giornate intense di workshop, discussioni, incontri, la sera tutti a ballare, ecco che una ragazza musulmana, che confabula con alcune amiche, si toglie il velo, ha i capelli lunghissimi, e si getta nella pista da ballo, al sapore di suoni rock. Deve essere la prima volta che fa questo gesto, si continua a toccare la testa, come se fosse nuda, ma poi dopo un po' non ci pensa più.
Qui sul Delta fa freddo, l'estate sta sbiadendo, le spiagge sono deserte. Ma i ragazzi durante la festa serale non esitano e buttarsi in piscina, li raggiunge presto Philippe Pypaert, belga, dell'Ufficio Unesco di Venezia, il principale organizzatore di quest'evento: «È così bello vivere quest'esperienza, trascorrere una settimana insieme a giovani di tutto il mondo, per discutere di sostenibilità ambientale, e vedere quanto vogliano essere protagonisti del cambiamento», mi dice prima di tuffarsi. Lo acclamano appena entra in acqua.
Il Parco Delta del Po ha delle atmosfere struggenti, ne ho già parlato. Un ecosistema unico, con immense distese d'acqua, zone lagunari, poi le valli da pesca. Spiagge lunghe e sabbiose. Uccelli di 374 specie diverse, che volano a pelo d'acqua e poi si innalzano verso il cielo, per chissà quale meta. Domina il silenzio.
I nomi da soli evocano mondi lontani: Isola della Dondella, Isola d'Ariano, Ca' Vendramin, Ca' Dolfin, Ca' Mello, Bacucco, Po di Goro, Po di Gnocca, Po della Pila, Po di Maistra, Porto Tolle, Scanarello, Albarella, Caleri, Boccasette.
Ho attraversato questa terra che tocca il cielo in un colore indistinto inforcando la bici, a piedi, in barca. Ne ho assaporato i cibi, le vongole sabbiose, le cozze ruspanti, i gamberetti di laguna, le crespelle al radicchio e taleggio. Mi sono persa da sola nelle immense sale del castello estense di Mesola, mentre fuori tuonava il concerto per i ragazzi del Forum.
Qui vivono 80 mila persone, svolgono attività tradizionali, come la pesca e l'agricoltura, e in molti stanno puntando anche sul turismo naturalistico. «Mi sono trasferita da Rio de Janeiro a Ferrara – spiega Raquel, 32 anni, una partecipante al Forum – i miei genitori sono originari di Comacchio». In Brasile lavorava nel settore petrolifero e guadagnava un bel gruzzolo di soldi. Ma quel lavoro non le andava giù e ora vorrebbe contribuire allo sviluppo sostenibile del Delta. Silvia, 29 anni, abita ad Adria, ha fatto il suo tirocinio per il Parco, e adesso si occupa di progetti europei: «Manca un'offerta turistica integrata». E poi racconta quanto è bello vivere qui in Polesine, sul Delta. Non se ne andrebbe via per nulla al mondo, altro che andare all'estero. Il paesaggio trasmette serenità e pace in un pianeta che corre sempre più veloce. Mario è il più giovane, ha 18 anni, studia ancora ed è affascinato dalle tradizioni locali: «Il Delta del Po ha bisogno di tornare a conoscere se stesso. Le persone qui sono come sospese in un limbo. Vivono la modernità ma non la capiscono, capiscono il passato ma non lo vivono».
Donald Trump e Pyongyang stanno giocando sul nostro futuro in questi giorni, ma qui a Rosolina mare, dove tutti alloggiamo, se ne sente solo una lontana eco. È la forza di una prospettiva diversa che rende forti e consapevoli questi ragazzi. A pranzo, a cena, nei momenti in cui ci si incontra tutti per discutere, il livello di ottimismo è molto alto. Tanti gli africani, gli asiatici, gli americani e gli europei. Una lunga tavolata giovedì ci unisce tutti per cena dentro il villaggio turistico di Rosapineta Sud. Mi metto a chiacchierare con una ragazza delle Galapagos(fotogallery) che sta fumando un gigantesco sigaro cubano. Lo passa al suo vicino ecuadoriano che prova a fumare anche lui. E inizia a tossire, è la sua prima volta. Il loro desiderio è contare di più, essere ascoltati dalle istituzioni e dai governi, mi dicono. Ed è proprio questo che scrivono nel documento conclusivo, che leggono a tutto il pubblico nel teatro di Adria, prima di sciamare via con i loro aerei in tutte le direzioni.
Ora Rosolina al mare è vuota, ma non sento desolazione. Partiamo anche noi. Dai, ce la faremo, nonostante ci sia chi sta premendo bottoni e lanciando missili, incuranti di questo mondo nascosto che ce la mette tutta per gettare le basi per un pianeta diverso.
IO C'ERO
mercoledì 9 agosto 2017
Magico Delta
Attimi di natura, momenti in cui mi posso dedicare alla fotografia (ancora da perfezionare), incontri.
Avocette. "L'isola delle cape" nella Sacca di Scardovari pullula di vita.
Beccacce di mare, l'isola ha ospitato anche una piccola colonia di Fraticelli.
Cormorani, Marangoni minori e Garzetta in Busa Dritta. Chi si asciuga, chi digerisce, chi si riposa.
Folaga nei canneti del Bacucco con Alberto Barini.
Famigliola di Germano reale nel ramo del Po della Donzella.
Nell'Oasi di Cà Pisani una numerosa colonia di Aironi rossi, con loro Garzette, Nitticore, Sgarze ciuffetto.
Non mancano i fotografi, osservatori e l'incontro con amici.
In laguna di Caleri, un pò di pane fa miracoli.
Ai Beccapesci non piace il pane.
Avocette. "L'isola delle cape" nella Sacca di Scardovari pullula di vita.
Beccacce di mare, l'isola ha ospitato anche una piccola colonia di Fraticelli.
Cormorani, Marangoni minori e Garzetta in Busa Dritta. Chi si asciuga, chi digerisce, chi si riposa.
Folaga nei canneti del Bacucco con Alberto Barini.
Famigliola di Germano reale nel ramo del Po della Donzella.
Nell'Oasi di Cà Pisani una numerosa colonia di Aironi rossi, con loro Garzette, Nitticore, Sgarze ciuffetto.
Non mancano i fotografi, osservatori e l'incontro con amici.
In laguna di Caleri, un pò di pane fa miracoli.
Ai Beccapesci non piace il pane.
martedì 9 maggio 2017
lunedì 8 maggio 2017
DELTA LOVE
...e per gli amanti della bicicletta, il 26 maggio arriva nel Delta LOVE, un viaggio unico al mondo, da Locarno a Venezia in 8 giorni. La settima tappa tocca il Parco del Delta del Po con partenza da Ca' Tiepolo, passaggio sulla via delle valli, sosta gustosa al Rifugio Natura di Rosolina Mare ed infine dopo aver passato l'Adige e il Brenta arrivo Chioggia.
I'm there
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