venerdì 27 giugno 2008

L'ultima spiaggia


In tempi in cui l’ENEL temporeggia e perde terreno nel progetto di riconversione a carbone della centrale termoelettrica di Porto Tolle, in tempi in cui il governatore del Veneto la rende disponibile per il nucleare ma al tempo stesso (pochi giorni dopo) rifiuta la disponibilità a costruire nuove centrali in Veneto in quanto autosufficiente, in questi tempi i perdenti, come me, escono con questa proposta: Polo fotovoltaico a Polesine camerini. “ Rifondazione Comunista lancia l'idea di creare sì in Polesine un polo energetico, ma utilizzando fonti rinnovabili e lo fa partendo da Polesine Camerini. L'idea è quella di sfruttare un accordo che Enel ha sottoscritto lo scorso maggio con una società giapponese quotata alla borsa di Tokyo per la costruzione in Italia di un impianto industriale per la produzione di pannelli fotovoltaici. L'obiettivo è quello di produrre energia capace di soddisfare i consumi di 81.500 famiglie e di evitare emissioni tossiche in atmosfera. I pannelli realizzati dalla nuova fabbrica verranno poi distribuiti in tutta Europa. Rifondazione Comunista suggerisce quindi di convertire la centrale bassopolesana per la fornitura di 100 - 120 megawatt. “ “«Sostituire una centrale a carbone con un impianto per energia solare è una grande opportunità - sostiene Lorenzo Feltrin, componente della segreteria provinciale di Rc e assessore ad Occhiobello - che porterebbe più occupazione al Polesine, occasioni di ricerca e più qualità della vita. (Fonte Gazzettino)

E’ così oggi, durante la guida in motonave, al momento del passaggio davanti alla centrale, lancio questa idea. A me piace provocare, più che altro per sentire il parere della gente, degli altri, di quelli che vengono da fuori, per cercare di capire come appare ai loro occhi questo impianto della moderna tecnologia posto in un’area come quella del Delta del Po.
Nessun commento, molte teste acconsentono, sguardi perplessi e sguardi pieni di dubbio, ma so che il commento arriva dopo, a quattrocchi, il contrario non si manifesta in pubblico ma in privato, vuole convincere me, redimermi dalla mia errata informazione.

‘Guardi, mi dice uno, ma non è così semplice come dice lei, questa centrale produce 2640 Mw l’otto per cento del fabbisogno nazionale, un fotovoltaico rende solo 100 – 120 Mw, … … sa io sono dipendente ENEL ….se vuol vedere il tesserino.
‘No, no prego, si figuri le credo sulla parola,, dico io, ma allora lei sa che i gruppi funzionano e hanno funzionato sempre uno alla volta (due in rarissimi casi) per cui solo 660 Mw e cioè il solo due per cento?
?!?!?!?!!?!
‘Mah, chiedo io, al Delta, settantamila persone circa, 100 – 120 Mw bastano?
Dip. ENEL con tesserino: “ Altrochè, bastano e avanzano ….”
Io: “ Mi scusi la signora mi chiede qualcosa…. Ne parliamo dopo … “
Saper controllare e reprimere i propri istinti tribali ed evitare lo scontro fisico, è un requisito necessario nel mio lavoro.
Allora ha ragione Galan, “che siamo autosufficienti e che le centrali le costruiscano dove hanno bisogno”, e hanno ragione e sapienza i rifonduti che propongono una soluzione che può mettere d’accordo tutti e sostenere l’ambiente.
Come avvertono nell’ultima parte dell’articolo “Siamo convinti della fondatezza della proposta, serve l'adesione di tutti. Nel caso in cui rimanesse lettera morta, in autunno partiremo con una campagna informativa a tappeto”.
Una campagna che accompagnerò nel suo corso sostenendola.

1 commento:

Luca ha detto...

-carbon-nucleare + eolico e solare!