mercoledì 4 gennaio 2012

Una gradita visita


Non è la prima volta che lo vedo bazzicare nel mio birdgarden, di solito in primavera o tarda estate. Il primo giorno dell'anno è nuovamente venuto a farmi visita, nei pressi della mangiatoia, e finalmente, sono riuscito a sparargli.... un paio di scatti a distanza ravvicinata.
Di solito carico la mangiatoia alla sera così al mattino quando mi alzo, mi bevo il mio bel caffè osservando dalla finestra i miei amici, in genere cince, fringuelli, pettirosso, merlo, codirosso, passeri, che fanno la spola alla mangiatoia.
Ma il buon giorno del primo dell'anno è stato lui: il picchio rosso maggiore. Con i oci ancora pieni de scarpele cerco la macchina fotografica che immagino in auto, invece eccola lì, mano tremolante per l'eccitazione e per la precedente notte brava, oltre alle sopracitate scarpele in ti oci, riesco a fare qualche scatto.
Soddisfatto pubblico.
Buon anno anche a te caro picchio, sono convinto che anche tu sei venuto a augurarmi un buon anno, che auguro anche a voi.

3 commenti:

Nounours(e) ha detto...

Però, anche con le scarpette metti a fuoco bene! Fortunato incontro!

Ciao :)

Nicola Donà ha detto...

Scarpele cara Franca, ti sei scordata il dialetto polesano?

Divagazioni sulle scarpele:

"A te gà du oci inscarpelà !!"
A seconda dei casi, o sei "onto" leggesi ubriaco, ed è una maniera gentile per dirlo,o sembri malato diciamo in procinto di un'unfluenza.

"A te gà ancora le scarpele sui oci"

Anche per questa affermazione i significati possono essere due: o si vuol dire che ti sei appena alzato, o si intende che sei ancora bambino tanto da non essere ancora capace di lavarti bene il viso e relative scarpele.

"Ma gato le scarpele sui oci?"

Ancora un doppio significato e cioè il non vedere le cose ma anche il non volerle vedere.

"A gò na scarpela in te n'ocio"

E' simile al "sassolino nella scarpa" anch'esso dal doppio significato, una cosa che dà molto fastidio, o un fastidio che si vuol confidare o svelare.

Le scarpele di cui non conosco il termine italiano, sono quelle formazioni mucose/secche che la gran parte degli esseri umani si ritrovano negli occhi dopo il riposo notturno.

Forse un giorno scriverò un saggio sulle scarpele.

Nounours(e) ha detto...

Dimentico ed ho dimenticato, ma basta un niente, un piccolo appiglio e..zum! tutto riparte come nella pellicola di celluloide sotto il fascio di luce bianca. So che le s'ciama scarpele, e se l'è gnù scrito "scarpette" , l'è perché el computer l'à cambià tuto da lu solo o perché ormai la me testa l'è dventà robotica.

Grazie della dissertazione: bella e interessante.

Un abbraccio :)