sabato 27 settembre 2008

Avifauna: altre notizie che avevo da parte.


Altri studi, altre considerazioni, segnali che dovrebbero indirizzare l'uomo nella direzione opposta di ciò che succede a Malta come nel Delta del Po o come in tantissime altre parti del mondo.

Rapporto IUCN 2007: sempre più animali in via di estinzione


L'edizione 2007 della Lista Rossa delle specie minacciate di estinzione pubblicata dalla IUCN rivela l'ampiezza della crisi diffusa su tutto il pianeta, ma si può interventire. La storia di un pappagallo delle Mauritius dimostra che con mezzi ed impegno si può invertire il processo di estinzione (12/09/07).
La "Red List of Threatened Species" presentata oggi rivela un numero senza precedente di specie a rischio di estinzione. La parte relativa all'avifauna è curata da BirdLife International e riporta ben 1.221 specie di uccelli a rischio confermando il trend negativo dell'avifauna mondiale a partire dal 1988, anno della prima valutazione. Di queste ben 189 sono considerate a rischio in maniera critica , la categoria che precede l'estinzione.
Eppure vi sono esempi di come la guerra contro l'estinzione possa essere vinta: il caso più eclatante del 2007 è quello del Mauritius (Echo) Parakeet (Psittacula eques) che veniva considerato "il pappagallo più raro al mondo " con solo 10 esemplari vivi nel 1970 e che quest'anno ha fatto "carriera": da "Critically Endangered" a "Endangered".
L'esperienza ha dimostrato che solo affrontando alla radice le cause dell'estinzione si può inverirne la marcia. Nel caso del pappagallo si trattava dell'introduzione di predatori (il ratto nero), il calo nella disponibilità di frutti endemici di cui si nutriva e la perdita di luoghi adatti alla nidificazione nella canopia della foretsa che a Mauritius sta scomparendo.
Dopo molti sforzi e studi, ora i Psittacula eques nidificano quasi esclusivamente in nidi artificiali che sono stati studiati per essere a prova di ratto; in questo modo si sono risolti due dei principali problemi, garantendo la deposizione delle uova e il successivo involo dei piccoli, protetti dagli attacchi dei predatori. Questo è già il terzo successo di questo tipo fatto registrare nell'isola: Nel 2000, la Colomba rosata (Nesoenas mayeri), era stato promosso ed ora conta 400 esemplari (ne aveva 9 prima dell'intervento). Il Gheppio di Mauritius (Falco punctatus) è invece rimontato da quattro esemplari nel 1974 a circa 1.000 indidui nel 2007.
"Come per tutte le altre specie che abbiamo recuperato, anche per il Psittacula eques è stato necessario un grande lavoro per identificare con esattezza le cause del declino" ha spiegato Stuart Butchart di BirdLife "quindi sono servite le risorse finanziarie, la disponibilità di persone competenti e dedicate e il coinvolgimento della popolazione per portare a termine l'operazione con successo ".


Ed ecco invece, quanto ancora ci si possa aspettare dalla natura e dalla sua biodiversità.


In tempi di emergenza estinzione e animali protetti l'Africa regala una buona notizia agli amanti della natura. E' lo stiphrornis pyrrholaemus, una nuova specie di uccelli scoperta nel Gabon dagli scienziati dell'Istituto statunitense Smithsonian. Completamente sconosciuto alla comunità scientifica, questo minuscolo esemplare nella foto pesa solo 18 grammi e si distingue per il collo e petto arancio, pancia gialla e schiena verde, con strisce nere sulla testa e un punto bianco davanti a ciascun occhio. Osservato per la prima volta nel 2001 nel corso di una spedizione nel Gabon sudoccidentale, si pensava fosse il piccolo di un'altra specie nota. Rientrato nel 2003 a Washington, l'ornitologo Brian Schmidt del Museo nazionale di storia naturale Smithsonian, non ha trovato invece riscontri su questa specie. Per essere sicuri della scoperta, gli scienziati dell'istituto hanno confrontato il Dna della nuova specie con altre quattro simili. Il risultato ha dimostrato che questi tipi di volatili sono decisamente separati e distinti dagli altri. Con la new entry, il totale delle specie conosciute di uccelli in Gabon sale a 753.

Foto 1: Psittacula eques
Foto 2: Stiphrornis pyrrholaemus
Notizie tratte da: Tutelafauna.it, la Repubblica.it.

2 commenti:

Monello Vianello ha detto...

In tema di "scambio di buone prassi", eccone una di ieri:

"Incidente di caccia a Gela. Un operaio, di 37 anni, è stato raggiunto alle gambe, al pube e allo scroto (UUUHH!!! Ndr) dai pallini di un colpo di fucile sparato per errore da un suo compagno di battuta, nelle campagne di contrada "Feudo Nobile", a circa sei km a est della città. Soccorso e trasportato nell' ospedale "Vittorio Emanuele" di Gela, il cacciatore è stato ricoverato nell'unità operativa di chirurgia e sottoposto a intervento. La prognosi è di 10 giorni".

Grandi applausi dai fagiani del circondario, che si sono dati a risate sguaiate e battute grevi, tutte basate sui doppi sensi dello sparare agli uccelli. Almeno questo è quello che mi hanno raccontato.

L'unica cosa negativa in questa bella storia è che probabilmente la vittima, per rimediare al complesso di impotenza legato al fatto di avere le palle tipo scolapasta, si comprerà un fucile più grande e probabilmente un Suv.

Nicola Donà ha detto...

... e non solo, probabilmente si comprerà anche un cellulare di ultima generazione e molte scatole di viagra.
Ciao