domenica 11 gennaio 2009

Winter trip in the Delta Po

Spesso mi viene chiesto quand’è il periodo migliore per fare birdwatching nel Delta del Po, la mia risposta è: sempre, tutto l’anno, ma confesso, con un filo di sano sado-masochismo, che queste freddissime, ghiacciatissime, giornate invernali sono le migliori !!!
Segnalo solo le presenze o le quantità più significative.
Primo tour la mattinata del 30 dicembre, destinazione valli sud dal Po di Levante all’Adige, freddo, ma non freddissimo.
Prima tappa i Fenicotteri di Valle Pozzantini, spero in qualche anello ma sono lontani, tutti sottoriva al riparo dal vento di Bora, l’è istesso, sempre belli nel loro gruppone di 2000 – 2500.
Un assembramento di 75 Svassi maggiori in valle Capitania più altri 35 nel canale della Veniera un’altra cinquantina sparsi in giro. In valle Morosina un 1000 – 1500 Folaghe e 4 Cigni reali, la mia attenzione è però rivolta verso la laguna di Caleri che ultimamente ospitava uno Svasso collorosso, e infatti, trovo quello che cerco, un maschio di Smergo minore, nella lente del cannocchiale entrano anche Pivieresse, Piovanelli pancianera e tridattili, posso tornare a casa abbastanza appagato, ultima spinazzatina a un centinaio di Gabbiani reali negli arginelli di valle Cannelle dove presto formeranno colonia riproduttiva..


Mattina del 31 dicembre itinerario da Porto Viro a Porto Levante, freddo polare.
Bei, massa bei, li trovo all’altezza di Cà Cornera, nei campi di erba medica, che zigzagando per strada come n’imbriago tengo d’occhio, sono un 200 Pivieri dorati e un centinaio di Pavoncelle. Ci passo un’oretta, uso tra i 20 e 30 ingrandimenti di più non ci stanno dentro, vedo l’occhio e quello che mangiano, a volte fanno dell’altro… … speravo di incontrali, arrivano con il ghiaccio.




Tappa in golena di Cà Pisani, nella parte ghiacciata un gruppo di Gabbiani reali fa pattinaggio artistico, in oasi controluce distinguo Morette, Moriglioni e Germani reali, in valle centinaia di meno furbi Fischioni e Mestoloni si ingozzano nei laghi foraggiati dalla pastura fornita dai traditori.


E’ subito dopo la curva, verso Levante, che in cielo si forma una figura di due enormi ali bianche sono un 1500 – 2000 Avocette, che spettacolooo!!! Così come si sono alzate impaurite dal volo di un’Albanella reale ritornano sul ghiaccio, qualcuna non conosce ancora il ghiaccio perché si mette alla ricerca di cibo spazzolando a destra e sinistra il becco, come usano fare, convinte di immergerlo nel fango, non capiscono cosa ci sia tra loro e la dispensa. Alcuni Totani mori osservano la scena indifferenti. Altre sorprese mi aspettano nel pomeriggio in valle Chiusa con un bel branco di Canapiglie e 5 Spatole, in foce di Po di Maistra nelle aree fangose insieme ai Piovanelli pancianara una decina di Corrieri grossi. Ultima tappa al tramonto in golena Madonnina con centinaia di Germani reali e piccoli gruppi di Alzavole.
Domenica 4 gennaio altra giornata freddissima ma limpida, ideale per il BW, questo giro in compagnia dell’amico Stefano che al BW vuole associare un po’ di caccia … … fotografica. Dopo breve consultazione decidiamo per il Mezzano ferrarese passando però prima dalla stazione di pesca di Bellocchio dove da un pò di tempo sostano centinaia di gabbiani di vari specie tra cui il Gabbiano roseo, per me magari ci scappa qualche anello, Stefano prevede qualche foto suggestiva. Arrivati li troviamo il deserto assoluto, in compenso nella valle da pesca privata prima di Bellocchio un bel gruppo di circa 50 Aironi bianchi maggiori. Si prosegue per il Mezzano, ma anche li regna il nulla sovrano causato dalla presenza di numerosi ominidi primitivi intenti a catturare pseudo lepri da liberare in zone dove, in futuro con l’uso del fucile, potranno dar sfogo alla loro repressa sessualità.
E’ un’indicazione, piuttosto anonima e casuale, seguita da un volo di Oche selvatiche che inseguiamo, che attraverso strade bianche e piste ciclabili ci porta alle Anse di Porto di Bando, un’oasi creata tra vecchie vasche del locale zuccherificio e relitti palustri. Primo incontro con le Pavoncelle in un campo di erba medica e subito dopo 2 Cicogne bianche. Il cancello dell’oasi è aperto è un cartello in bella vista indica la biglietteria, con 2 euri si entra. Secondo abbaglio un roost di Gufi con 2 Civette sui tamerici davanti al centro visite, Stefano si fa fuori due rullini e mezza scheda della digitale su un Gufo fotomodello che sembra gradire le sue foto e si mette in posa, ma è solo l’inizio, subito dopo altre 3 Cicogne sopra il recinto delle tre incarcerate che fungono da richiamo. Lascio Stefano a scaricare un altro rullino sulle Cicogne per recarmi al capanno di osservazione richiamato dall’assordante chiacchierio delle Oche selvatiche.

Nelle zone non ghiacciate centinaia di Oche selvatiche pascolano nell’acqua, le osservo una per una finché non trovo un bel branco composto da una decina di Oche lombardelle per la mia prima osservazione di questa specie. Una Poiana nel ghiaccio spenna un cadavere mobbata da Gazze e Cornacchie che raccolgono i resti, un’altra Poiana e una coppia di Falchi di Palude aspettano il loro turno, Germani reali, Fischioni, Mestoloni e Alzavole si tengono alla larga dal luogo del delitto, il mio occhio nel cannocchiale registra un documentario degno di Geo& Geo. Il fotografo mi esorta a spostarmi perché per lui le prede sono troppo lontane, a malincuore lo accontento e proseguiamo per il sentiero, un Martin pescatore sfreccia davanti a noi e il verso di un Porciglione fa brontolare le nostre budella affamate e infreddolite, è ora di trovare una buona trattoria. Avremmo voluto tornare in oasi nel pomeriggio, ma il Rabosino e l’ottima cucina della trattoria (il BW è anche questo) ci tengono a tavola più del dovuto, per cui alla fine del pranzo, decidiamo per il rientro, sempre via Mezzano che ci riserva altre sorprese. Strada facendo in uno stagno semiasciutto 8 Beccacini, in genere ne vedo uno o due all’anno figurarsi otto in un sol colpo, associare poi a questi 4 Ballerine bianche e un Piro piro culbianco è come dire “ cosa vuoi di più dalla vita, un Lucano?”. No, mi basta questo, anche perché il Lucano l’ho conosciuto in questi giorni … ….


Arriviamo in argine Agosta che c’è ancora una buona luce giusto per fare ancora qualche scatto a una coppia di Quattrocchi e all’irreale paesaggio delle valli di Comacchio e con l’illusione di trovare qualche Gufo di palude, che rimarrà un’illusione. Otto Spatole in volo nei pressi di Boscoforte decretano la fine della giornata, una freddissima giornata nel Delta del Po.

Foto 1 “La sisàra” – foto Nicola Donà
Foto 2 Piviere dorato – tratto dal web.
Foto 3 Oca lombardella – tratto dal web.
Foto 4 Quattrocchi – tratto dal web.

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