
Buongiorno,
e ora silenzio, parla il "guru" del Delta, e il mondo venatorio pende
dalla sue labbra.
Anche ai cacciatori poveri del Delta, dispiace la moria di fenicotteri ....
... io inviterei il Corpo Forestale e ARPAV a fare
qualche carotaggio intorno alle postazioni libere gestite dall' ATC (ambito territoriale di caccia)
Ro3 della laguna di, Caleri, Barbamarco, Basson e Canarin, e magari anche
Vallona. Qui non si pastura, ma ci scommetto che la concentrazione
di pallini di piombo non è diversa da quella delle valli.
Si potrebbe poi suggerire al CFS e ARPAV di ricercare anche la
presenza di pallini da caccia nichelati per verificare, se, come prevede la legge, questi vengano realmente usati nei Siti di Interesse Comunitario (SIC) e nelle Zone di Protezione Speciale (ZPS) in cui ricadono gran parte delle zone umide del Delta del Po, tra cui quelle sopra citate, dove si pratica la libera caccia.
Dal mitico "Gazzettino" 24.11.07
Continua la moria di volatili che hanno ingerito i pallini delle
cartucce caduti sul fondo delle lagune del Delta.Fenicotteri morti, dito puntato sulle Afv (Aziende Faunistico Venatorie)Carnacina: «Il piombo disperso abbonda solo intorno alle "botti" delle
valli private»
Non si ferma la moria di fenicotteri. Altri tre sono stati ritrovati
cadaveri e al centro per il recupero degli animali feriti o malati di
Polesella sono morti anche i volatili debilitati per gli evidenti
segni dell'avvelenamento da piombo, raccolti dalla Forestale, dalla
Provincia e dall'Ulss 18 in valle Pozzatini insieme alle carcasse dei
fenicotteri deceduti sul posto.
Deleteria è quindi l'ingestione dei pallini di piombo ma una lettura
più precisa del fenomeno è arrivata da un esponente del mondo
venatorio che, sgombrando il campo dalle generalizzazioni che
affastellano le cronache di questi giorni intorno alle cause della
moria, ha puntato il dito su una casistica ben individuata.
«Responsabilità dirette sono da ricercare proprio nei posti teatro
dell'avvelenamento - ha sottolineato Lorenzo Carnacina, presidente
dell'atc Ro3 oltre che numero due di Federcaccia - Questi fenicotteri
hanno ingerito il piombo nelle uniche zone del Delta in cui i pallini
sono presenti in grandissima quantità: le barene e i laghi della
aziende faunistico venatorie. Lì da decenni si spara agli acquatici
sempre negli stessi punti. Intorno alle "botti" si è formato un
deposito stabile di pallini.
In effetti un colpo di fucile ha una gittata che non supera i 150-180
metri e il piombo cade tutt'intorno a ogni appostamento fisso. I
fenicotteri, anche se sono morti nelle valli libere, erano andati a
grufolare in quei fondali. «Dato che l'ingerimento del piombo è
avvenuto dentro al perimetro delle aziende faunistico venatorie - ha
aggiunto Carnacina - adesso si pone un problema di bonifica che ricade
in capo ai concessionari.Anche perché nel resto del territorio libero
il piombo disperso è talmente poco da non creare danno alcuno.
(... anche perché in queste zone si caccia solo 5 giorni su 7, che piombo vuoi che ci sia qui? ... mia nota.)Concessionari, vale la pena di aggiungere, che dovrebbero essere
obbligati a utilizzare tecniche e mezzi appropriati per "pulire" il
limo dei fondali delle aree umide che sono stati autorizzati a gestire
per fini venatori e faunistici.
«Da quest'anno - ha chiuso Carnacina - il nuovo Piano faunistico del
Veneto (legge regionale 1 del 2007, ndr) ha stabilito, nelle norme di
attenuazione introdotte per la caccia nelle zone Sic e Zps, l'impiego
di cartucce con pallini di piombo rivestiti di nichel che non si
degrada e non rilascia sostanze nocive nell'intestino dei volatili. In
futuro quindi questo problema dovrebbe essere definitivamente
scongiurato».
Franco Pavan
La foto è stata gentilmente fornita da Emilio Nessi e diffusa nella mailinglist bw-italia@yahoogroups.com